giovedì 22 ottobre 2015

Recensione: "Violet" di Jessica Brody

Titolo: "Violet"
Autore: Jessica Brody
Editore: Fanucci Editore

Sinossi
Quando il volo 121 della Freedom Airlines precipita nell’oceano Pacifico, nessuno si aspetta che ci siano dei superstiti. Così, la notizia di una ragazza ritrovata a galleggiare tra i rottami dell’aereo, praticamente illesa, fa il giro del mondo. Nessuno sa spiegarsi come possa essere sopravvissuta... tantomeno lei. La sua mente è una tabula rasa: non ricorda il proprio nome né nessun avvenimento della sua vita, e non sa spiegare cosa ci facesse su quel volo. Le sue impronte digitali e il suo DNA non si trovano in alcun database, nessuno ha denunciato la sua scomparsa.
Intrappolata in un mondo che non riconosce, con delle abilità che non è in grado di comprendere e ossessionata da una minaccia che è solo un’eco nella sua testa, la ragazza misteriosa si sforza di rimettere insieme i pezzi del proprio passato e scoprire chi è veramente. Ma a ogni indizio seguono nuove domande, e lei non ha abbastanza tempo per trovare le risposte. La sua unica speranza è un ragazzo affascinante, che sostiene di conoscerla da prima dell’incidente e di averla aiutata a fuggire da un esperimento top secret. Ma lei di chi può fidarsi davvero?



Quando ho iniziato a leggere questo romanzo mai avrei pensato di finire con l'affezionarmi così tanto ai protagonisti anzi, alla protagonista, Violet.
Ma chi è Violet? Violet è l'unica sopravvissuta ad un disastro aereo, su di lei neanche un graffio.
Nessuno sa nulla, da dove viene, quanti anni esattamente abbia, nessuna traccia di lei sulla lista dei passeggeri, nessuno la reclama, nessuno la conosce, nessuna traccia della sua famiglia, non un computer in grado di trovare una corrispondenza in nessun database.
Violet è un mistero che neanche lei può risolvere visto che la conseguenza del disastro è la perdita di memoria e l'unica cosa di cui sembra certa è che si trova nel 1609.
Nei primi giorni passati in ospedale un'insofferente Violet cerca di capire cosa sia successo o chi sia:


"Dimenticare la propria identità è molto più complicato che dimenticare semplicemente il proprio nome. Significa anche dimenticare i propri sogni. Le proprie aspirazioni. Ciò che ti rende felice. Ciò che preghi di non dover mai perdere. Significa incontrare sè stessi per la prima volta senza sapere quale sarà la prima impressione"


Ma i suoi sforzi sono vani, e visto l'esito negativo per trovare la sua famiglia, la ragazza finisce in una famiglia affidataria, in attesa che qualcuno si faccia avanti.
Ben presto, iniziando questa nuova vita, Violet si rende conto di essere diversa da tutto ciò che la circonda e soprattutto diversa dagli altri. Qualcosa non va in lei è come se oltre ad aver perso la memoria, abbia perso anche le semplici nozioni di base della vita quotidiana. E' quasi come se il suo cervello fosse stato resettato, non capisce il linguaggio del corpo, i modi di dire:


".....trovo seccante che mi si debbano ricordare queste cose che sembrano così basilari. Così umane. Ho cominciato da capo a fare così tante cose che inizio a perdere il conto. E ho la sensazione di non essere un tipo che perda facilmente il conto."

E questa è una delle poche certezze che Violet ha, sa contare, ha dimestichezza con i numeri, li "maneggia" come se fossero il suo pane quotidiano, talmente bene che quando Cody, il suo  fratellino adottivo, la sfida a risolvere un'equazione matematica praticamente insolubile, lei ci riesce in meno di un secondo; è poliglotta, ed è praticamente un dizionario vivente, ad ogni parola la sua esatta definizione.
Finchè un giorno non incontra Zen, un ragazzo che afferma di conoscerla, sa molto di lei, qualcosa le dice di credere alle sue parole ma la sua ragione si rifiuta, ormai Violet non sa più di chi fidarsi.


".....dal modo in cui dice "anima gemella",capisco che significa qualcosa. Qualcosa di importante. Anima: il principio della vita,dei sentimenti,dei pensieri e delle azioni degli esseri umani; considerata un'entità distinta dal corpo. Gemella:l'anima di due o più individui nati dallo stesso parto."

Dal suo incontro con Zen tutto improvvisamente assumerà una piega diversa, dove una Violet sempre più disperata e confusa, alla ricerca di sè stessa e della propria identità trascinerà Cody con sè, in un cupo intreccio tra genetica, viaggi temporali e scienziati senza scrupoli.
 Jessica Brody ha dato vita ad un romanzo originale e dalla trama complessa, capace di tenere il lettore sempre nell'incertezza, fino alla fine.
Il suo modo di scrivere è lineare, scorrevole e tutto è narrato dal punto di vista di Violet.
Quello che per qualcuno potrebbe rivelarsi frustrante, ossia la pochezza dei dialoghi, in me viene visto come un punto di forza.
Trovo azzeccato che a prevalere sia soprattutto l'anima di Violet, il suo pensiero, la sua mente perchè proprio da questa tutto avrà un inizio e una fine con una sola certezza
     
     "Fidati del tuo cuore,è l'unica cosa che non ti mentirà mai"

Dal suo sofà
la vostra

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