giovedì 10 dicembre 2015

Recensione: "Lost soul" di Veronica Scalmazzi

Buonasera miei cari readers, tra un cappuccino e un caffè, un sorriso a un cliente e un istinto omicida verso un altro, sono riuscita a finire il romanzo di Veronica Scalmazzi, Lost soul...che recensione sia! Here we go

Lost Soul
di Veronica Scalmazzi
Pagine: 152
Editore: Self publishing


SINOSSI
Ian Crofford non esiste più. 
Un ubriaco al volante gli ha portato via la sua Susan e la loro piccola Lucy, strappandogli per sempre la sua unica ragione di vita.
Ora vivere è diventato insopportabile, ciò che resta di lui è solo un uomo invisibile che sopravvive dilaniato da un dolore che fa sempre più male.
Hope Sullivan ama la vita, esiste.
I giorni bui appartengono al passato. Vivere a pieno il mondo che la circonda è diventato il suo unico scopo.
Ma cosa succede quando un'anima persa, dagli occhi blu come il mare in tempesta, incontra un angelo dai capelli rossi?
Un filo invisibile li lega. Un filo che li porterà ad andare oltre l'apparenza, a cercarsi e perdersi l'uno nell'altro.
Ma a quale prezzo? E se i demoni del passato nascondessero una verità troppo grande da sopportare?
LOST SOUL è una storia di dolore e tormento, dove il destino giocherà la sua ultima carta: quella dell'amore. Un amore alla ricerca di un nuovo domani, sguardo dopo sguardo... battito dopo battito.
 

RECENSIONE
     E' strano come da un giorno all'altro ci si possa ritrovare ad affrontare lo stesso argomento vivendo il senso di perdita in maniera totalmente opposta.
     Si dice che nessun genitore dovrebbe sopravvivere al proprio figlio, proprio per questo il dolore che prova Ian Key Crofford è qualcosa di lacerante, che tocca corde dell'anima profonde che mai una persona vorrebbe sentir sfiorare.
     Leggere del dolore di Ian è quasi insopportabile, ci immergiamo in lui, sentiamo ogni pena, ci logoriamo nella sua sofferenza, capiamo ogni lacrima che lui versa.
     E' un uomo che non vive Ian, sopravvive. Nulla di lui esiste più, dell'uomo d'affari a capo di una delle multinazionali più importanti di New York non c'è più traccia da quando ha perso moglie e figlia in un incidente d'auto, persino il suo nome è scomparso...ora è Key. Se non fosse per Mouse, un senzatetto che lo ha salvato quando aveva deciso di porre fine alle sue sofferenze, a quest'ora sarebbe morto. E' grazie a lui che ora arranca nella vita, lascia che l'esistenza gli scivoli addosso nascosto tra i barboni della Grande Mela.
     E poi c'è Hope, una ragazza che non ha mai vissuto, costretta sempre ad un'attesa estenuante, una chance, una seconda opportunità che la vita possa concederle e quell'opportunità arriva, inaspettata, inattesa e Hope vive, è decisa a vivere, vuole riprendersi tutti quegli anni che non ha vissuto, perchè la vita è bella e niente e nessuno ormai potrà più toglierla.
     E in una città così grande Hope e Ian si incontrano, lo Zenith e il suo Nadir, la vita ai suoi poli opposti e inspiegabilmente Hope si ferma inchiodata dallo sguardo di Ian, dagli occhi di un senzatetto che sono profondi come solo il blu del mare sa essere.
     Ne è attratta, incatenata, prigioniera per sempre e per lei quel senzatetto diventa un chiodo fisso, vuole aiutarlo, deve capire chi è, perchè ne è così attratta, cosa la spinge inspiegabilmente verso lui.
     Inizia così un gioco di incertezze, paure, rinascita, speranza, amore e assurdi scherzi del destino che Veronica Scalmazzi descrive bene, soprattutto quando è Ian a parlare.
     Le sue parti sono forse le più difficili da leggere, quelle più commoventi, più sentite.
     Un romanzo scritto bene e che fa riflettere soprattutto su come la vita a volte possa giocarci degli scherzi così crudeli da lacerare l'anima e rischiare di condurre una persona ad un'esistenza al limite...con un epilogo che fa uscire qualche lacrima, forse una delle parti più belle e inaspettate.



Dal mio sofà, stanca e un po' assonnata vi abbraccio
la vostra

     



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