domenica 27 dicembre 2015

Recensione: "La cucina degli ingredienti magici" di Jael McHenry

Buongiorno readers ^.^
Come state? Stamattina mi rammarico del fatto che ormai questo sia il mio ultimo giorno di queste "mini vacanze" natalizie, quindi domani si torna al lavoro, ma va bene così!
Ho approfittato per di questo tempo per leggere un po' di più e sono contenta. :)
Voi come state? Tutto bene?
Io ho finito proprio ieri il romanzo di Jael McHenry e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo libro, pieno di sorprese e inaspettatamente dolce.

La cucina degli ingredienti magici
di Jael McHenry
Pagine: 279 Editore: Corbaccio


˙·٠•●♥ Sinossi ♥●•٠·˙

Dopo l'improvvisa scomparsa dei genitori, Ginny, una ventiseienne riservatissima e patologicamente timida, abituata a vivere in un suo mondo protetto fra le pareti domestiche, cerca consolazione nella cucina di casa e fra le ricette di famiglia. Da sempre cucinare è per lei una scappatoia quando non riesce a reggere l'angoscia, ma questa volta il profumo corposo e piccante della zuppa della nonna fa apparire in cucina un ospite inatteso: il fantasma della nonna stessa, morta vent'anni prima, che le sussurra una frase sibillina: «Non permetterglielo!» prima di scomparire. Un ammonimento che la mette in allarme... Che cosa non deve permettere? E a chi? Forse alla sorella Amanda che, abituata a organizzare tutto, ha deciso di vendere la casa in cui hanno vissuto i genitori e la sorella fino a quel momento? Ginny non avrebbe mai pensato di doversi trasferire, ma ormai rassegnata all'idea, incomincia a radunare le cose a cui tiene di più e in questa sua ricerca scopre dei segreti sepolti negli angoli più remoti: una lettera della madre nascosta nel camino della camera da letto, fotografie del padre con una donna di cui lei ignora l'identità. Via via più desiderosa di conoscere la verità, pensa di trovarla nelle parole dei suoi cari richiamandone i fantasmi attraverso le ricette da loro ereditate... Un romanzo d'esordio magico, forte e avvincente sui legami fra sapori e memoria, famiglia e identità.


˙·٠•●♥ Recensione ♥●•٠·˙
L’elaborazione del lutto è un percorso molto lungo, che richiede tempo e forza, figuriamoci se a dover compiere questo tragitto è una persona dotata di una sensibilità particolare, al di fuori del comune, che guarda il mondo ancora con l’innocenza di un bambino.
Chi crede, leggendo la trama di questo romanzo, che questa sia una storia paranormale o comunque fantastica, sbaglia.
Si, i fantasmi ci sono, ma nel contesto della storia, alla fin fine sono degli “ingredienti” che servono a completare la ricetta.
Questo romanzo di Jael McHenry è molto bello ma va letto con molta calma e con molta cura, la stessa cura che si avrebbe nell’avere a che fare con una donna come Ginny, la protagonista. E’ una donna particolare Ginny, lei crede di essere normale, per lei la sola differenza da sua sorella Amanda, non è una sindrome ma una “personalità”.
L’unica cosa che fa sentire Ginny viva è la cucina, in quel regno di spezie, gusti, sapori e ingredienti lei sembra, per un attimo, riuscire a trovare un contatto con il mondo che la circonda, ed è proprio in cucina che lei troverà riparo il giorno della veglia funebre per la morte dei suoi genitori, ed è proprio lì che evocherà - per la prima volta - uno spettro, quello della sua nonna paterna che porterà con sè un messaggio di ammonimento per lei.
Ginny è sempre cresciuta sotto l’ala protettiva dei suoi familiari, tenuta alla larga dal mondo circostante, quel mondo che la spaventa, che la fa sentire insicura, e con cui Ginny non sa rapportarsi. Tutto questo a causa di una sindrome da cui è affetta e che la porta ad avere un concetto di “normalità” che non corrisponde a quello del restante globo terrestre perchè, vista dal suo punto di vista, “normalità” è un sostantivo che ha mille sfumature ma non capisce che questa sua visione fa di lei una persona terribilmente debole e fragile, che la porta a guardare tutto con un’innocenza quasi infantile.  

“Normale ha così tante sfumature che non importa quale sia la mia”

Ora che i suoi genitori sono morti, sarà sua sorella a prendersi cura di lei, ma per Ginny non sarà facile accettare questo aiuto arrivando fino ad un punto di rottura con Amanda.
E’ un romanzo che si legge bene, scorrevole e molto coinvolgente, caratterizzato soprattutto dalla delicatezza con cui un argomento come la Sindrome di Asperger viene trattato.
Leggendolo, mi sono ritrovata presto coinvolta e profondamente commossa dal modo con cui Ginny cerca di comunicare al mondo il proprio dolore e, fondamentalmente, la sua difficoltà ad accettare sè stessa e cosa la differenzia dalle altre persone.
Jael McHenry descrive bene i sentimenti della protagonista, così fragile, bisognosa di aiuto, terribilmente inconsapevole dei rischi che la sua condizione comporta.
Ma con sè ci porta anche un messaggio di speranza perchè c’è sempre un modo per affrontare le cose, un rimedio, ognuno di noi ce l’ha e se funziona, per strano che possa essere, non è detto che non sia quello giusto, rimedio che permetterà a Ginny di uscire dal suo guscio e affrontare quel mondo che tanto la spaventa.
Un romanzo bello e coinvolgente, scritto bene e oserei dire unico nel suo genere perchè ti aspetti di leggere una cosa e ti ritrovi completamente coinvolto e immerso in un’altra, senza alcun dispiacere, finendo la lettura con una ricchezza in più.
Commovente e pieno di dolcezza.

N.B.: all’inizio di ogni capitolo, vengono scritte alcune ricette che solleticano il palato e che ci fanno venir voglia di metterci subito ai fornelli, io ho provato la cioccolata “perfetta” di David e devo dire che il risultato non mi è per niente dispiaciuto,anzi! :P



Vi auguro una buona giornata ^.^
La vostra

 
  

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