giovedì 21 gennaio 2016

Recensione: "Tentare di non amarti" di Amabile Giusti

Buon pomeriggio, paginette ^.^
Settimana intensa questa, tra libri, recensioni, lavoro e acciacchi vari (vista l'età), pochissimo tempo a disposizione, ma al mio piccolo spazio con voi proprio non rinuncio :)
Oggi volevo parlarvi di un romanzo che mi ha conquistata...

Tentare di non amarti
di Amabile Giusti 
Pagine 342 Editore Self Publishing

˙·٠•●♥ Sinossi ●•٠·˙

Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.
Una storia d’amore e rinascita, dolce e sensuale, tragica e catartica. L’incontro di due anime profondamente diverse darà vita a un amore che guarirà il dolore e l’odio del passato.


˙·٠•●♥ Recensione ●•٠·˙
Marcus e Penny, Penny e Marcus, tutto ruota attorno a questi due che mi hanno fatto dannare l’anima.

Marcus è praticamente un armadio ambulante, due metri di maschio rude, rozzo, che ha passato l’inferno, appena uscito di galera sulla parola aspetta che la compagna di una vita, la sua Francisca, finisca di scontare la pena per raggiungerlo in quella specie di piccionaia in cui si è trasferito e darsela a gambe, infischiandosene della libertà sulla parola e scappare il più lontano possibile verso una vita che non faccia sentire i due ancora in catene, uniti da un “amore” che è figlio di un incubo chiamato vita.
Penelope, detta Penny, è quanto di più diverso ci sia da Marcus. Vive nello stesso palazzo in cui si è trasferito l’uomo, in compagnia di sua nonna Barbie, unico residuo delle sue radici. Non un padre, non una madre - deceduti in un tragico incidente al quale solo una Penny bambina è sopravvissuta - è per Barbie che Penelope ha sacrificato tutto. College, studi, vita privata, tutta la sua esistenza ruota attorno a sua nonna. Giornate sempre uguali quelle di Penny, due lavori che le permettano di vivere dignitosamente e un incubo che la perseguita, Grant, un ragazzo che crede che i soldi bastino a comprare tutto, persino uno “sfizio” come Penny.
E’ normale che abitando nello stesso palazzo, l’incontro tra Marcus e Penny sia inevitabile, sulle prime è odio ma poi, pian piano il rapporto si modifica, si modifica ma in cosa?
Se Penny è pronta, suo malgrado, ad accettare il sentimento che sboccia e cresce fino a diventare amore nei confronti di Marcus.


“Aveva sempre più paura di lui, non per le ragioni per le quali avrebbe dovuto averne, non perché era arrogante, antipatico, litigioso e animale. Aveva paura di essersi abituata troppo alla sua presenza, di cominciare a dipendere dal bisogno di vederlo”


Dal canto suo Marcus non sembra recepire lo stesso, non capisce cosa sia quell’inaspettato senso si protezione che lo spinge sempre e comunque ad accorrere da Penny, e proprio per questo la tratta male, in modo rozzo, quasi fosse una strega malvagia che ha lanciato su di lui un nefasto incantesimo. L’unica cosa che lo fa rimanere a galla, in quel casino che Penny ha portato nella sua testa è il pensiero della sua donna, di Francisca, che presto lo raggiungerà e lo riporterà sulla retta via. Francisca è la risposta a tutti quei malesseri, quei tormenti che lo torturano. Sono uguali loro due, si capiscono, messi insieme sono caos, passione, ribellione.
E come può un amore come quello di Penny, quello di una ragazza come tante, anonima come tante, combattere con un amore grande come quello, unito dalla disperazione, dalla complicità di una vita.


“Nel suo petto, il cuore pareva un usignolo che muore dopo aver cantato la sua ultima nota”


“...posso farti una fotografia?[...] Aveva bisogno di una prova, qualcosa che, anche fra cinquant’anni, le dimostrasse in modo concreto che Marcus era esistito e non era solo frutto della sua fantasia romantica”


Da dove cominciare? Se vi dico che ho il cuore straziato e l’anima in subbuglio rendo abbastanza l’idea?
C’è chi pensa che per una donna più un film, una canzone, una poesia, la commuove più la cosa assume un valore ai suoi occhi. Beh, che dire? Se questa regola è vera, Amabile Giusti nel mio caso ha creato un capolavoro perché giuro che dovrei presentare all’autrice in persona un conto astronomico per tutti i fazzoletti che ho usato.
Un libro che mi è entrato dentro, mi ha ridotto uno straccio a volte (e ringrazio qualsiasi Dio esista per non essere stata vista), mi ha attraversato l’anima e ha depositato i suoi personaggi direttamente nel mio cuore.
Bello, intenso, straziante, tutto questo e altro ancora, perchè io l’ho adorato questo libro e ancora oggi, a distanza di giorni, non riesco a liberarmi di Marcus e Penny!
 

E con questo... ho detto tutto
Buona serata
la vostra   

4 commenti:

  1. Bellissima recensione! *-*
    Anche a me è piaciuto tanto!! :D

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    Risposte
    1. Ciao Giulia ;)
      Sono contenta che ti sia piaciuta e il romanzo, che dire?
      Penso che già dai "Totori" che glio assegnato si capisca che l'ho adorato e devo confessare che non mi bastavano XD

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  2. Anche a me è piaciuto subito, una grande bella sorpresa che mi ha emozionato davvero tanto

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    1. Ci sono stati attimi in cui mi sono immedesimata talmente tanto in Penny che sono stata capace di consumare fazzoletti su fazzoletti, le sue lacrime erano le mie! :(

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