domenica 14 febbraio 2016

Recensione: "La ragazza che cuciva lettere d'amore" di Liz Trenow

Buona domenica paginette ^^
Finalmente il mio giorno preferito della settimana è arrivato... il pigiama day! 
Dovevo pubblicare la recensione del libro di Liz Trenow, "La ragazza che cuciva lettere d'amore" molto prima, ma per una serie di contrattempi non sono riuscita ad avvicinarmi al pc! :(
Oggi, finalmente, ho tutto il tempo che voglio!


La ragazza che cuciva lettere d'amore
di Liz Trenow
Pagine 347 Editore Tre60 


 ˙·٠•●♥ Sinossi ●•٠·˙
Londra, 1910. Sembra una favola, l’amore nato tra Maria, che lavora come ricamatrice a Buckingham Palace, e David, il futuro principe di Galles. Una favola in cui un bacio è più forte di qualsiasi convenzione sociale, in cui una carezza è più importante dell’abisso che separa un umile ragazza del popolo e un membro della famiglia reale. Una favola troppo bella perché possa durare. E infatti Maria si ritrova ben presto sola, lungo una strada lastricata di dolore e di rimpianti… Londra, oggi La vita di Caroline non ha proprio nulla della favola: improvvisamente disoccupata, tristemente single, la giovane donna ha un disperato bisogno di qualcosa che le dia un po’ di speranza. E, un giorno, mentre sta riordinando le cianfrusaglie di famiglia, trova in un vecchio baule una straordinaria trapunta, composta da stoffe diverse e da motivi tanto raffinati quanto insoliti. In breve, Caroline scopre che quella trapunta risale all’inizio del XX secolo e che è stata cucita nella Sartoria Reale. Ma soprattutto che, nei suoi ricami, si nasconde un messaggio toccante e misterioso: «In questa trapunta ho cucito il mio amore. Anche se te ne sei andato, io devo continuare a vivere, e questa mi terrà vicino a te...» Intrecciando i fili del passato e del presente, Liz Trenow crea un tessuto di emozioni indimenticabili, rivelandoci come, nella vita di ogni donna, ci siano segreti che soltanto altre donne possono capire, cogliendone tutte quelle sfumature che la rendono unica.  

 ˙·٠•●♥ Recensione ●•٠·˙ 
patchwork:
1. mescolanza (f.) di cose eterogenee, confuse, irregolari
2. patchwork (m.), lavoro (m.) di cucito, di maglia formato da pezze di diversi colori
3. (fig.) mosaico (m.).
Fonte Garzanti Linguistica


Ora voi penserete che sia improvvisamente impazzita, che invece di scrivere una recensione sull’ultimo libro letto, mi sia messa a spulciare il Dizionario e invece no, sono perfettamente savia.
Prima di cominciare a parlarvi di questo romanzo di Liz Trenow, “La ragazza che cuciva lettere d’amore”, voglio che teniate bene a mente la seconda definizione.
Tutto ruota attorno ad una coperta realizzata con la tecnica patchwork che è un vero e proprio capolavoro di artigianato e al filo sottile che collega Caroline Meadrows a Maria Romano, una giovane orfana di origini italiane che prestò servizio presso Buckingham Palace come sarta, agli inizi della prima guerra mondiale.
Caroline è una designer che sta vivendo una fase non proprio facile della sua vita, il lavoro perso, la fine della sua relazione e l’incessante tic tac dell’orologio biologico la fanno sentire incompleta, come se tutto le stesse scorrendo tra le mani senza che lei possa in alcun modo intervenire. L’unica cosa che porta un po’ di calore in quell’esistenza così grigia è proprio quella trapunta e la dedica che è ricamata sopra, "In questa trapunta ho cucito il mio amore, con cura, orgoglio e sincerità".
Incuriosita da quella dedica, Caroline comincia una serie di indagini che la portano a scoprire che è stata realizzata da Maria, una vecchia amica di sua nonna.
E sarà proprio Maria, tramite un salto temporale nella narrazione, che ci parlerà di lei.
“Mi hanno detto che vuoi conoscere la mia storia, sapere perché sono finita là dentro. Bella domanda, anch’io me lo chiedo da cinquant’anni. Posso dirti come ci sono finita, sì, e anche cosa mi è successo, ma il motivo? Quello resta un mistero”.
E così, attraverso un’alternanza di voci, scopriremo e conosceremo le due donne e capiremo cosa unisce, due donne così distanti nel tempo, perché un filo c’è e l’amore di cui Maria ricama è un amore di quelli puri e sinceri, come solo certi legami sanno essere.
La trapunta di Maria
Devo dire che è stata soprattutto la figura di Maria ad attirarmi, e sentirle raccontare la storia della sua vita, dei suoi sentimenti - l’amore per un suo nobile coetano, l’amicizia con Nora, la passione per il cucito e l’umiltà che la caratterizzano - a tratti è stato straziante.
Mentre Caroline rappresenta una donna dei giorni nostri, pronta a reagire, nonostante il grigiore iniziale, Maria è la voce della passata impotenza femminile.
E di quell’impotenza ho sofferto anch’io, tramite le sue parole, rafforzata dal fatto di conoscere fin troppo bene come, negli anni passati, le classi sociali fossero una sorta di pedigree che non andava in alcun modo “sporcato”, facendo sentire i più poveri degli esseri inferiori che avevano osato aspirare al Paradiso.
E questa è la colpa di Maria, aver amato un ragazzo che non le era concesso nemmeno guardare.
Colpa che pagherà con un’esistenza infernale condotta nel luogo in cui viene nascosta affinché nessuno ascolti la sua storia ed è proprio per questo, che alla fine del romanzo, mi sono ritrovata con una nuova consapevolezza, quella dedica - "In questa trapunta ho cucito il mio amore, con cura, orgoglio e sincerità" - aveva assunto ai miei occhi tutto un altro significato.



Dal suo sofà
la vostra

2 commenti:

  1. Grazie per avermi permesso di conoscere questo romanzo, Ophelie.
    Non ne avevo mai sentito parlare, ma sembra molto intenso.

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    Risposte
    1. E' molto bello, anche se a tratti si "soffre" per il trattamento riservato a Maria :)

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