sabato 16 aprile 2016

Recensione:"L'amore bugiardo" di Gillian Flynn

Buonasera paginette ^^
Devo dire che è strano essere qui nel mio spazietto di sabato sera e a un'ora abbastanza insolita, ma che volete farci! L'età avanza, i libri sono sempre più belli e io non c'ho più il fisico...



BTW! Balletto o meno, eccomi qui con una nuova recensione. Proprio oggi ho finito "L'amore bugiardo" di Gillian Flynn, potevo non parlarvene?  ^^


"L'amore bugiardo" di Gillian Flynn

Titolo: "L'amore bugiardo"
Autore: Gillian Flynn
Pagine: 462
Editore: Rizzoli
E book: € 7,99
Cartaceo: € 8,10

Sinossi  
Amy e Nick si incontrano in una gelida sera di gennaio. Uno scambio di sguardi ed è subito amore. Qualche anno dopo però tutto è cambiato: da Brooklyn sono finiti a North Carthage, Missouri, e da giovani professionisti in carriera ora sono disoccupati alla deriva. Finché, la mattina del loro quinto anniversario, Amy scompare. Che fine ha fatto? Che segreto nasconde il diario che teneva con tanta cura? E chi è davvero Nick Dunne?

Recensione
Ho appena terminato “L’amore bugiardo” di Gillian Flynn e non ho la più pallida idea di cosa scrivere.
Mancanza di argomenti? Romanzo poco interessante? No! Sbagliate di grosso.
Il problema fondamentalmente sta proprio nell’interesse e nell’inquietudine che la storia mi ha lasciato dentro. La scrittrice mi ha proposto un allettante giro sulle montagne russe del rapporto di coppia e io, dopo aver accettato volentieri l‘invito, mi ritrovo - a romanzo ormai concluso - ad essere una sorta di ameba (per via dell’espressione facciale) pensante. Non è che ci provi gusto ad avere quest’espressione, ma dopo aver fatto entrare nella mia vita Amy e Nick credo sia quasi impossibile riuscire a formulare un pensiero coerente, talmente sia sconvolta dagli eventi.
Il romanzo è incentrato sul rapporto di coppia tra una donna e un uomo. La prima parte del romanzo si basa principalmente sul punto di vista di Nick. I pensieri dell’uomo vertono principalmente sulla sua crisi matrimoniale, sulla sua inadeguatezza come uomo nel lavoro, come figlio con suo padre, come marito con Amy. Sarà proprio nel giorno del loro quinto anniversario di matrimonio che Amy scomparirà misteriosamente; dai segni evidenti di colluttazione nella casa scatterà l’allarme. Dov’è Amy? E’ stata rapita, aggredita? O si deve temere per il peggio?
Nick si adopererà subito per cercare di rintracciare sua moglie, ma qualcosa nel suo comportamento, agli occhi dei mass media, non torna. L’uomo è freddo, distaccato, incapace di dar sfogo a qualsiasi emozione e proprio questo suo modo di agire darà il via a un vero e proprio processo mediatico. Troppi indizi e pochi alibi indicano l’uomo coinvolto nella misteriosa sparizione della donna. E’ Amy stessa a raccontarsi, attraverso il suo diario. Ne emerge il ritratto di una donna dolce, innamorata, che parla della sua devozione per il marito, la sua ammirazione per quell’uomo che le è accanto e che ha deciso di seguire in una cittadina nel Missouri (dando l’addio alla sua amata New York), in seguito alla perdita del lavoro di entrambi e alla notizia delle gravi condizioni di salute della madre di Nick.
Ed è proprio da queste pagine che approfondiremo la gravità della loro crisi coniugale.Se Nick è l’uomo arrendevole che vive il rapporto di coppia quasi come se fosse un lavoro, dando ormai per scontata la fine del loro matrimonio, Amy è quella che, al contrario, lotta e ha sempre lottato. E così ecco Amy nostalgica che ci racconta gli inizi della storia d’amore tra lei e Nick, Amy figlia sfruttata che cerca di prendere le distanze da quel personaggio narrato in una famosa serie di libri per bambini che i suoi genitori hanno creato basandosi proprio su di lei, Amy devota che accetta di buon grado il tradimento dell’uomo, arrivando fin quasi a giustificarlo, liquidando e giustificando quella relazione adultera quasi come una “conseguenza inevitabile” della crisi che sta vivendo il suo uomo e delle sue mancanze come moglie e donna. E da qui il punto di vista cambia. Non è più il diario a parlarci, ma Amy stessa. Gillian Flynn dà voce alla mente della donna, ma la sua versione dei fatti coinciderà con quanto scritto nel diario? Devo dire che il thriller non è uno dei miei generi preferiti, ma questo mi ha veramente sconvolto per i modi, i tempi, la genialità con cui è stato concepito. Ha portato dentro di me un senso di inquietudine nuovo, dato dall’ipotesi - non poi così remota - che a volte il vero orrore siede accanto a noi ogni giorno.
E forse è per questo, che a libro concluso, due pensieri occupano ostinatamente la mia mente.
Il primo è una frase ripetuta spesso nel libro: “Cosa siamo diventati?”.
Il secondo è la scena finale del film “Psycho” di Hitchcock, dove un Norman Bates machiavellico sfoggia, dietro un’apparente calma, l’alternarsi inquietante delle sue molteplici personalità.




Vi consiglio, se già non l'avete fatto, di guardare l'omonimo film tratto da questo libro e sceneggiato dalla stessa Flynn. ;)
Dal suo sofà
la vostra
  

10 commenti:

  1. Okay. Zio, ridammi il libro xD ahahahahahaha
    Prima o poi ne rientrerò in possesso e lo leggerò!
    Intanto ho già imparato il film a memoria ♥

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  2. Sono contenta che ti sia piaciuto! :) L'autrice non fa per me, nei suoi libri c'è sempre qualcosa che, alla fin fine, mi lascia insoddisfatta, che non mi convince mai del tutto, ma è sicuramente geniale :)

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    1. Mi è piaciuto molto! Sicuramente leggerò altro di suo ^^

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  3. Ho visto il film e l'ho amato, quindi sicuro che prima o poi leggerò il libro *-*

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    1. Io il film ancora devo vederlo, spero che non mi deluda ^^

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  4. Bellissima recensione! Ho letto il libro e condivido il tuo parere ma non ho visto il film: devo rimediare :)

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    1. Anch'io devo vedere il film, provvederò presto

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