giovedì 29 dicembre 2016

Blog Tour: "Ananke" di Cristiana Meneghin - Tappa #7: Editoria non a pagamento o Self Publishing

Buongiorno pages
Oggi ho l'onore di ospitare la settima tappa del Blog Tour dedicato al romanzo di Cristiana Meneghin: "Ananke", edito da Lettere Animate. Metto quindi da parte i miei soliti sproloqui mattutini e vi lascio ad una breve presentazione del romanzo.


Sinossi
Ambra è una ragazza semplice, testarda e follemente innamorata di Ithean. Il suo amico d’infanzia. Dopo aver vinto la Sfida per gli Hartox, si è iscritta all’Università dei Laghi del Nord ed è convinta di avere la vita sotto controllo. 
Ma durante il Ballo Accademico, la festa che anticipa l’inizio dei corsi universitari, incontra Arhon. E tutto sarà diverso. Arhon, nei suoi capelli color cenere e lo sguardo che sa sciogliere, è quanto di peggio Ambra possa incontrare. Ribelle, arrogante e dal fascino irresistibile. È la persona più odiosa che Ambra abbia mai incontrato, ma è anche peggio di solo questo. Arhon è un Martood e cela in sé un profondo segreto.
Tra i due è odio a prima vista, eppure questo odio nasconde un sentimento molto più profondo che scatena in entrambi una passione incontrollabile e che li porterà a commettere un grave errore. Forse il più grave di tutta la loro vita.


Tappa 7: Editoria non a pagamento contro Self Publishing

Buon giorno a tutti e buon giorno a Ophelie che è stata così gentile da farmi intervenire nel suo Blog per parlarvi della mia esperienza presso LA CASA EDITRICE NON A PAGAMENTO Lettere Animate. Perché ho scritto non a pagamento a caratteri cubitali?
Pare che nessuno di quelli che incontro per strada o nella rete credano possibile pubblicare in Italia tramite case editrici non a pagamento. Sembra che tutti, principianti o meno, ritengano sia un dovere pagare per pubblicare e se non si paga per pubblicare allora ci si ritroverà costretti a pubblicare tramite il Self Publishing, perché nessuna casa editrice non a pagamento accetterà mai di pubblicare un autore/autrice completamente sconosciuto.
Ora vorrei dimostrarvi come alla base di queste convinzioni vi sia un duplice errore.
Il primo errore che tengo a sottolineare è che non si deve assolutamente rinunciare a provare a pubblicare il proprio testo con delle case editrici non a pagamento. Pubblicare a pagamento è sbagliato, perché non solo queste case editrici non tengono conto della mole di lavoro che un autore ha impiegato per scrivere un libro, ma spesso pubblicare a pagamento porta a delle esperienze veramente negative.  Inoltre vorrei sottolineare, per esperienza, che nemmeno si deve credere che le case editrici non a pagamento grandi o piccole che siano, siano troppo indaffarate per risponderci. Se il testo merita di essere pubblicato loro risponderanno.
Il secondo errore è considerare il Self Publishing un ripiego, nel senso che, io non devo autopubblicarmi un libro solo perché nessuna delle case editrici a cui ho inviato il mio manoscritto mi ha dato un riscontro positivo e ora vi spiego il perché.
A mio parere il Self Publishing è un valido strumento. Permette all’autore di lavorare in completa autonomia, invece lavorando con delle case editrici ti trovi costretto a stare nei loro tempi, permette all’autore di guadagnare di più, di non dover dare una percentuale alla casa editrice, ma se preso sottogamba non permette al testo di crescere. 
Ciò che voglio dire è che, se da una parte l’autore, con il Self Publishing deve necessariamente fare un percorso di crescita, in quanto deve imparare a crearsi da sé una copertina, farsi pubblicità da solo, cercarsi dei blogger disposti a intervistarlo… dall’altro lato viene spinto a non porsi domande che invece lo sbattere la testa contro il muro delle risposte negative o delle non risposte da parte delle case editrici non a pagamento ti fa nascere.
Ora vi svelerò un segreto: Ananke, il mio romanzo d’esordio è nato circa un anno fa e ai tempi si chiamava Turchese
In un pomeriggio di riposo dal lavoro, mentre stavo seduta sul mio divano e guardavo MTV, viene trasmesso il video di Mika e Fedez Beautiful Disaster, nel video si vede questo meteorite gigantesco entrare in collisione con il pianeta Terra e lentamente mi viene in mente tutta la storia.
Ho iniziato a scrivere delle bozze, che ho corretto svariate volte e il romanzo si è sviluppato in circa sei mesi. L’ho letto e l’ho riletto, ho corretto i vari errori, ai tempi come vi ho anticipato l’avevo chiamato Turchese. Titolo che riprendeva il nome della gemma magica che Arhon, il protagonista, ricevette da sua madre. Ho inviato il romanzo a varie case editrici non a pagamento, ovviamente. Ho atteso e atteso, ma non ho mai ricevuto risposta.
E allora come sei riuscita a pubblicare non a pagamento, vi starete chiedendo.
Io sono una che non si arrende, in più non ci ero rimasta particolarmente male, sapevo che era il mio primo romanzo, che non avevo mai pubblicato nemmeno su WattPadd, che non ho un gruppo di Fans… tutte cose che per pubblicare con una casa editrice non a pagamento è utile avere e, dopo un periodo di tempo di uno o due mesi mi sono chiesta cosa non andava in quel romanzo per non essere stato accettato. Ecco questa è la domanda che deve nascere nell’autore esordiente: cosa non va nel mio romanzo? Cosa posso fare per migliorarlo?
Se un autore non si pone questa domanda, ma una volta che il suo testo viene rifiutato si getta sull’autopubblicazione allora ne uscirà di certo un romanzo non maturo, come era il mio Turchese e magari anche pieno di errori. Per aprire una parentesi: il mio consiglio per chi autopubblica è sempre e in ogni caso di farsi correggere il testo da un’agenzia, anche se farlo costa. Perché mentre per chi pubblica non a pagamento questo servizio è solitamente già disponibile, chi autopubblica deve farselo da sé e trovare i propri errori non è una cosa semplice.
Ma tornando a cosa ho risposto a come migliorare il mio romanzo che era stato rifiutato, la mia risposta è stata leggere i romanzi di quel genere. Ho letto tutti i New Adult che erano usciti in quel anno e così ho capito i miei errori. 
Turchese era lento, scritto in terza persona, con una forma aulica che non si adattava al target per cui era stato scritto. Ho riscritto Ananke da capo a piedi. Del vecchio Turchese nulla era rimasto, nemmeno il titolo. Ho rinviato Ananke ad altre case editrici non a pagamento, scartando quelle che già mi avevano rifiutato e Lettere Animate ci ha messo solo un mese a scrivermi che il mio romanzo poteva rientrare nella loro scuderia.
Da lì in poi, Ananke è cambiato ancora. Vorrei rispondere a tutti coloro che dicono che Lettere Animate non fa lavoro di Editing. Ora non so se vi saranno ancora refusi in Ananke, mi auguro di no, ma io vi dico che in totale da quando è in mano loro io l’ho riscritto per intero una volta e corretto altre tre e ogni volta loro lo hanno rimpaginato migliorando il carattere e la grafica. Non mi pare un lavoro da poco, poi lo dico e lo ripeto sono un’autrice esordiente nessuno si aspetta da me la Divina Commedia, ma per ora sono soddisfatta di essere qui dove sono e di far parte di una casa editrice giovane e che in pochi anni di attività si è già fatta conoscere.

Vi ringrazio per l’attenzione

Meneghin Cristiana

Note Finali
Il presente articolo rientra in un progetto denominato “blogtour” organizzato dall’autrice che permette di vincere tre Ebook del suo romanzo d’esordio Ananke.

Regole per la partecipazione del Giveaway:



Se vi saranno più di tre persone che hanno commentato tutte le sei tappe obbligatorie si darà precedenza a chi ne ha commentate più di sei, per gli altri verrà effettuata un’estrazione.  Per essere estratti e per poter ricevere il premio è necessario lasciare la vostra E-mail. In caso di vittoria sarete contattati.

N.B. Il premio è privo di valore commerciale in quanto frutto di Donazione.

Ringrazio Cristiana Meneghin per questa bellissima ed esaustiva tappa.

Dal suo sofà
la vostra






2 commenti:

  1. Ciao! Ho delle amiche che scrivono con il self publishing ed in generale sono soddisfatte proprio perché fare le scrittrici non è il loro primo lavoro e così possono gestirsi. Tuttavia per molte l'idea di essere accettate da una casa editrice rimane un sogno. è indubbiamente qualcosa di difficile, anche se, come dici tu, c'è sempre la possibilità di migliorarsi e di ritentare...

    RispondiElimina
  2. Ciao Silvia, ti ringrazio per aver portato la tua esperienza! Anche io ritengo il self un ottimo strumento e non è detto che non lo userò in futuro...😆

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...