mercoledì 3 maggio 2017

RECENSIONE: IL MIO SBAGLIO PIÚ GRANDE di Penelope Douglas

Hola pages
è arrivato finalmente il polline, che gioia! La gola secca, gli occhi che bruciano, il naso che cola, starnuti a go go... ma che cavolo! Se prima amavo la primavera, sono un po' di anni che la odio, chi lo avrebbe mai detto. Starnuti a parte, parliamo di un romanzo che sicuramente dà da pensare

Titolo: IL MIO SBAGLIO PIÚ GRANDE
Autore: Penelope Douglas
Editore: Newton Compton Editori
Serie: Devil's Night Series, #1
Genere: Dark contemporary romance
Data di pubblicazione: 10 aprile 2017
Sinossi
I sogni son desideri. Ma i miei incubi sono diventati la mia ossessione
Si chiama Michael Crist. È il fratello maggiore del mio ragazzo ed è come quei film dell'orrore che guardi coprendoti gli occhi. È bellissimo, forte, e assolutamente terrificante. È il campione della squadra di basket del suo college e ora è diventato un professionista. Non mi vede neppure. Ma io l'ho notato. L'ho visto, l'ho sentito. Le cose che ha fatto, i misfatti che ha nascosto. Per anni mi sono mangiata le mani, incapace di distogliere lo sguardo. Ora sono all'università ma non ho smesso di osservarlo. È un pessimo soggetto, e non so quanto ancora riuscirò a tenere segrete le cose che gli ho visto fare.
Si chiama Erika Fane, ma tutti la chiamano Rika. È la ragazza di mio fratello ed è sempre in giro per casa nostra, sempre a cena con noi. Abbassa lo sguardo quando entro io, e quando le sono vicino è come pietrificata. Riesco sempre a percepire la sua paura, e anche se non possiedo il suo corpo, so di avere la sua mente. È l'unica cosa che voglio. Almeno finché mio fratello non si arruola, e io trovo Rika da sola al college. Nella mia città. Indifesa. L'occasione è incredibilmente allettante. Perché tre anni fa per colpa sua alcuni miei amici sono finiti in prigione, e ora sono usciti. Abbiamo aspettato. Siamo stati pazienti. E ora tutti i suoi incubi stanno per avverarsi.


Erika Fane (Rika) ne ha abbastanza, è stanca vivere una vita che sembra decisa da tutti tranne che da lei. Da sempre non ha fatto altro che assecondare gli altri, scegliendo strade che perfettamente si accordavano con le aspettative di chi la circondava, anche la relazione con il suo ex fidanzato Trevor Crist - a ben vedere - era stata una decisione scontata. E allora via, destinazione Meridian City, lontano da tutti, un’altra casa, in una città più grande, per frequentare l’università e prendersi quegli spazi che non ha mai avuto, libera finalmente di camminare sulle proprie gambe, lontano da condizionamenti, lontano da una madre assente, lontano… dal fratello del suo ex, Michael Crist, il suo pensiero fisso, la sua ossessione fin da quando era una ragazzina. Amare e non essere amata è una pena che non vuole più infliggersi, vederlo tutti i giorni ed essere ignorata il male peggiore, il disprezzo che a volte le riserva, la beffa finale. Per Michael lei è come se non esistesse, per lui contano solo il basket e l’amicizia con Kai, Will e Damon e quando finalmente, dopo 3 anni di prigione, i tre tornano in libertà, ecco che per lui ricomincia la vita, i 4 cavalieri sono di nuovo uniti e  pronti a vendicarsi di chi li ha traditi, pronti a farla pagare cara a Rika. Questo romanzo è impegnativo, non aspettatevi rose e fiori, non cercate dichiarazioni d’amore, perché Michael e Rika non sono in grado di darvene, quello che però sanno fare è tenere alta la tensione. Il loro rapporto travalica ogni legge, inclusa quella dell’amor proprio. Rika per Michael c’è sempre, a lui perdona tutto, per lui tenta tutto, per lui fa tutto, persino unirsi ai 4 cavalieri, così potenti e strafottenti e ai quali sembra essere permesso tutto, persino infrangere la legge. Ma d’altronde è quello che ha sempre fatto, perché fondamentalmente lei e quel ragazzo che sembra non conoscere limiti, sono uguali ed è proprio per questo che da sempre Michael, al contrario di quanto lei crede, è attratto da lei. Per tutta la durata del romanzo la Douglas ci fa esplorare quel rapporto che sembra non conoscere regole, se non quella della passione e dei limiti da superare. E’ un gioco continuo, una sfida continua, Michael provoca, Rika accetta… sempre, non si tira indietro mai. Devo ammettere che Penelope Douglas mi ha stupito, niente poteva prepararmi a questo romanzo che aspettavo impazientemente. Rika è una ragazza forte, che ho apprezzato soprattutto per l’intraprendenza e per la forza con cui accetta di “amare” un uomo come Michael, perché diciamocelo chiaramente, è lui il vero punto focale. La sua presenza è totale, in ogni pagina, in ogni parola, in ogni gesto e posso assicurarvi che non è solo per via dell’amore che Rika prova nei suoi confronti. Penelope Douglas ha creato un personaggio “scomodo” (quando leggerete capirete il perché) e ingombrante. Michael affascina, cattura, incita e per tutto il romanzo non puoi fare a meno di chiederti “fin dove vuole arrivare?”, "quando raggiungerà il suo limite?" ma soprattutto, "Michael Crist HA un limite?". Vi avverto fin da subito, non è una lettura semplice, e vi porterà in più di un’occasione a storcere il naso (a me è successo purtroppo), quindi se non amate il genere, se non vi sentite nella vostra “comfort zone”, non provateci nemmeno, perché entrare nel mondo di Corrupt, significa accettare che tutto può accadere, che nessun gioco è mai troppo pericoloso, che nessun limite è segnato e credetemi, in più di un’occasione qualche problema ce l’ho avuto anch’io.  Siceramente le mie aspettative sono state un po' disattese ma do comnunque atto a Penelope Douglas di essersi “sporcata” le mani scrivendo una storia torbida, passionale e corrotta, così come corrotti sono i suoi protagonisti.
Dal suo sofà
la vostra

4 commenti:

  1. Io sto leggendo recensioni davvero diverse su questo libro. Chi lo ama alla follia e chi lo stronca, la tua direi che sta nel mezzo e sinceramente ancora non so cosa aspettarmi da questa storia. Mi piace l'autrice quindi le darò sicuramente un'opportunità anche perchè a questo punto direi che è arrivato il momento di farmi un'idea mia

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    1. Ciao Susy
      Quando so che è un dark, parto già dal fatto che TUTTO è possibile. Quello che mi ha lasciato un po' perplessa sono state determinate scelte dei protagonisti nel corso della storia. Non era facile scrivere un romanzo del genere e mi chiedo se fosse necessaria tutta questa libertà di azione che la Douglas ha concesso ai Cavalieri... non so! :/

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  2. Concordo quando dici che la Douglas ha osato ed è stata brava, ma ho faticato a digerire questo libro, nessuna empatia con i protagonisti privi di ogni morale e scrupolo...

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    1. Ciao Erica
      anch'io, come te, non sono riuscita a immedesimarmi molto nei protagonisti. Ma in certe situazioni credo fosse alquanto impossibile provarne (leggi la sauna >.<).

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