lunedì 17 luglio 2017

RECENSIONE: GLI INCANTEVOLI GIORNI DI SHIRLEY di ELISABETTA GNONE

Hola pages
ammetto che in questi giorni sto facendo i salti mortali per riuscire a conciliare vita privata, impegni lavorativi e il blog ma con qualche sforzo ci sto riuscendo. Si tratta solo di un mese, ma otto ore in piedi si fanno sentire tutte, soprattutto per le mie povere gambe che urlano pietà. Dunque, oggi torniamo nel meraviglioso mondo di Fairy Oak per una nuova avventura scritta dall'incredibile Elisabetta Gnone.

Titolo: GLI INCANTEVOLI GIORNI DI SHIRLEY
Autore: Elisabetta Gnone
Serie: Fairy Oak, #5
Editore: Salani 
Genere: Fanrasy, Narrativa per ragazzi
Pagine: 261
Data di pubblicazione: 20 aprile 2017
Sinossi
A Fairy Oak è finalmente giunta la primavera. L'aria profuma di narcisi, di giornate lunghe e di giochi. Ma anche di pioggia. E infatti piove, diluvia, grandina perfino! Per lunghi, interminabili giorni. Menomale che c'è Shirley Poppy a sollevare gli animi dei giovani del villaggio, con un nuovo, intricato mistero. Nascosto nel laboratorio di sua zia, infatti, la giovane e potentissima strega, ha trovato un ricettario molto, molto strano. Non a uova e farina si fa cenno nelle antiche pagine sgualcite, ma a spade di sale, a pezzi di cielo, a cuori di pietra e a un segreto, il Segreto del Bosco. Decisa a scoprire di cosa si tratta, Shirley coinvolge le gemelle Vaniglia e Pervinca e tutta la Banda del Capitano in una serie di mirabolanti avventure. Sarà pericoloso, i ragazzi lo sanno, ma ciò che vedranno e impareranno li ripagherà di ogni ferita e paura. Per sempre. Età di lettura: da 10 anni.

Sull'onda delle storie raccontate da Felì, la fatina che per 15 anni ha badato e tenuto sott'occhio le streghette gemelle Vaniglia e Pervinca, torniamo al villaggio di Fairy Oak per una nuova avventura, un'avventura che coinvolge la streghetta più particolare e potente, Shirley Poppy. E' proprio grazie a lei che la scombinata banda di ragazzi viene in possesso di una ricetta (o sarebbe meglio dire formula magica) che forse è in grado di svelare il segreto del Bosco che Canta. Decisi a scoprire tutto e determinati ad aiutare Shirley nel risolvere l'intricato mistero, Grisam e tutti gli altri ragazzi della Banda del Capitano, si faranno in quattro per cercare di venir a capo di questo dilemma che sembra riguardare un ramo della magia ben al di sopra dei loro poteri di stregoni provetti. Mentre i ragazzi sono alle prese con la missione, un pericolo imminente sembra mettere a repentaglio il villaggio, l'incessante pioggia che da giorni cade copiosa e che minaccia di far straripare il fiume. Riusciranno a scongiurare il pericolo? Elisabetta Gnone riesce sempre a farmi tornare bambina, ogni sua storia è un viaggio a occhi aperti nel mondo della fantasia. Anche in questa nuova avventura coinvolge e cattura con una storia che porta con sè insegnamenti e lezioni preziose. La ricerca delle proprie origini da parte di Shirley, l'amicizia e la solidarietà dei ragazzi, lo spirito di collaborazione degli abitanti del villaggio, tutto è un richiamo a quelli che sono i valori della vita, quelli importanti, quelli fondamentali per una sana crescita. Come sempre è quella peste di Vì (Pervinca) quella che più mi diverte, le sue piccole scaramucce (totalmente finte) con Grisam (ormai è amore) sono uno spasso, con buonapace di chi tra la Banda del Capitano, proprio non li capisce. Per la povera Vaniglia ahimè, continua il Mal d'Amore, Jim è lontano e la povera streghetta sa che ci vorranno anni prima di poterlo rivedere, come non capirla? Molto avvincente è stata la lotta degli abitanti contro lo Spirito del Fiume, un'avventura che pone all'attenzione del lettore l'importanza del rispetto della natura e di tutto ciò che ci circonda. 
“La pioggia cade, la terra s’inzuppa, frana, colma i fiumi, l’acqua straripa e invade la valle. È la Natura! (…) Crea e distrugge, proprio come noi. I suoi poteri sono i nostri poteri, ma lei è sopra di noi e ci comprende. Non possiamo combatterla.”.
Come ormai sapete, i romanzi di Elisabetta Gnone si distinguono, oltre che per le storie, per l'accuratezza della grafica (Olga di carta rimane per me un capolavoro), cosa che avviene anche in questo nuovo volume, con le immancabili illustrazioni curate fin nei minimi particolari grazie ad un progetto grafico notevole (ad opera dalla stessa Elisabetta). Che dire di più se non che almeno una volta nella vita un romanzo della Gnone va letto, per tornare bambini, per sognare, per scoprire un mondo incantato fatto di buoni sentimenti e valori importanti che scaldano il cuore e che portano un pizzico di colore in un mondo noiosamente grigio. 

Dal suo sofà
la vostra


1 commento:

  1. Le storie di "Fairy Oak" sono sempre una delizia e poi concordo che i libri abbiano un'accuratezza grafica incantevole ♡

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