giovedì 31 marzo 2016

Recensione: "Infinito" (La Trilogia di Lilac Vol.3) di Alessia Esse & Into the book #12

Buonpomeriggio paginette ^^
Per fortuna oggi il mio umore è migliorato ;)
Sarà per via del sabato che si sta avvicinando e la prospettiva di altro tempo di "beatitudine libresca" mi aspetta! 
Finalmente riesco a pubblicare la recensione di "Infinito", l'ultimo volume della trilogia distopica di Alessia Esse e subito voglio condividerla con voi...

 “Infinito” (La Trilogia di Lilac Vol.3) di Alessia Esse

Titolo: "Infinito" (La Trilogia di Lilac Vol.3) 
Autore: Alessia Esse
Pagine: 526
Editore: Self Publishing
Prezzo e book: 2,99
Prezzo cartaceo: 14,98
Sinossi   
Lilac Zinna e Margot Riford hanno una missione: smantellare il governo di Vega G. Le ragazze hanno un piano: Lilac distruggerà l'USP dall'interno, fingendosi alleata della Presidentessa, mentre Margot raggiungerà la Francia per raccontare alle donne la verità sulla Sindrome. Il piano è difficile, ma Lilac e Margot hanno degli alleati: Lilac ha Elia al suo fianco, e Margot non sarà sola quando partirà da Pontenero per tornare a Malorai.
Ciò che le due non hanno messo in conto, però, è che nel mondo creato da Vega G le sorprese sono sempre dietro l'angolo, assieme a nuove verità che, nell'ultimo libro de La Trilogia di Lilac, stravolgeranno e - in alcuni casi - distruggeranno la vita dei protagonisti.
Insieme, Lilac e Margot lotteranno per impedire che il peggio accada; per evitare che la Presidentessa porti a termine il suo vero progetto.


Recensione 
Per la prima volta nella mia vita di lettrice non volevo finire una serie. Lo so, può sembrare esagerato, ma non ero pronta a lasciare andare Lilac, Baguette, Elia e tutti gli altri personaggi che fanno parte di questa storia incredibile.
Credevo che Alessia Esse avesse finito con le rivelazioni, con le sorprese, con i colpi di scena e invece no, questo capitolo finale de “La Trilogia di Lilac” aveva in serbo ancora tante sorprese.
Lilac e Baguette sono sempre più determinate a far cadere il governo di Vega G ma capiscono che per farlo devono separarsi.
Lilac ed Elia decidono di partire per la Svizzera, dove si trova il quartier generale della Presidentessa e, fingendosi collaboratori, cercheranno di far crollare l’USP dall’interno mentre Baguette ed Eloise dovranno tornare a Malorai col difficile compito di raccontare alle donne la verità sulla Sindrome e sul ruolo che Vega G ha avuto in essa.
Ma se sulla carta il piano sembra poter funzionare nella realtà, con Vega G che riesce sempre ad esser un passo avanti rispetto a loro, le cose andranno in tutt’altra maniera.
Riuscire ad illustrare quello che contiene “Infinito” per me è difficile, ma una cosa posso dirvela… l’HO ADORATO!
E’ la degna conclusione di una serie che mi è piaciuta, mi ha emozionato e che terrò sicuramente stretta nel cuore.
In Infinito tutto sale in un crescendo di azione e dialoghi fitti, con ritmi serrati e arrivata quasi alla fine sono rimasta a bocca aperta quando Alessia ha estratto l’Asso dalla manica e me l’ha mostrato, dandomi il colpo di grazia.
Ho apprezzato il fatto che in questo volume finalmente anche Baguette avesse una SUA voce e la narrazione fosse suddivisa così in due PoV, Margot da una parte Lilac dall’altra, giusta mossa se si vuole tenere il passo con tutti gli eventi e i nuovi personaggi che subentrano nella storia.
Entrare insieme a Lilac e ad Elia all’interno dell’USP e ascoltare così i deliri di Vega G e delle sue più fidate collaboratrici mi ha permesso di conoscere meglio questa figura così enigmatica e decisamente folle.
Mentre seguire Baguette non ha fatto altro che far crescere la mia simpatia nei suoi confronti, non puoi non amare questa ragazza che minaccia di “far cappotti” con qualsiasi persona le capiti a tiro e chi ha letto il libro sa a cosa mi riferisco. Schietta, onesta, leale, è tutto ciò che si vorrebbe da un’amica.
Onestamente devo dire che quel senso di abbandono che si avverte quando si conclude un romanzo non mi ha mai preoccupato granché ma il fatto che io stia cominciando, a distanza di qualche giorno, a sentire la mancanza addirittura della cattiva mi spaventa un po’ e la dice lunga sul mio status di “lettrice orfana”, privata ormai delle sue eroine e dei suoi “aggeggi fantascientifici” che non troveranno mai realizzazione!
Già, perché Alessia è stata talmente brava nella stesura di questa serie, che ha creato una serie di oggetti che non puoi far a meno di desiderare. ;)
Uno su tutti? L’angolo igiene...naaaa! Scherzo! Il famoso “cilindro”… ODDEA come vorrei che quel maledetto “coso” esistesse! Prendi la stoffa che ti piace (oltretutto autopulente), scegli il capo di abbigliamento che vorresti realizzare, lo inserisci al suo interno, et voilà! Il gioco è fatto, capo pronto! EHI! Non guardatemi così, sono una donna anch’io, mica sono solo cappuccini e libri! *.*
Ma non sono solo le protagoniste che mi porterò dentro, un altro personaggio si è annidato nel mio cuore e non credo che ne uscirà tanto facilmente, è quello di Brunelleschi/Irene. Una donna tanto complessa quanto tormentata, ormai inaridita dagli eventi che l’hanno circondata e travolta ma capace, seppur con qualche difficoltà, di ritrovare la strada che conduce all’amore. E come dimenticarsi di Francesca, la nonna di Lilac, una figura protettiva, forte, ma anche incredibilmente umana, talmente umana che proprio come ciascuno di noi, a volte è capace di commettere errori. Errori che provengono dal troppo amore, quegli errori che sono il frutto di valutazioni sbagliate e che spesso si commettono quando si cerca di agire nel migliore dei modi.
Insomma, come ormai vi è chiaro, consiglio a tutti questa Trilogia di Lilac, perché merita di esser letta, perchè ha tanto da dire e tanto su cui far riflettere, sugli errori umani, su come il rancore possa impadronirsi di noi e far perdere completamente il senno e su come, alla fine, tutto quello di cui abbiamo bisogno é amore o, per dirla come i Beatles, “Love is all you need”. ^^


Prima di andare, vorrei abbinare a questa recensione anche l' Into the book  di questa settimana, facendovi ascoltare una canzone che ha un ruolo fondamentale in questo ultimo capitolo ma non vi dirò qual'è, lascio a voi il compito di scoprirlo... leggendo! ^^


E ora è davvero tutto
dal suo sofà
la vostra

 


2 commenti:

  1. Beh ... direi che il messaggio è abbastanza chiaro. Se mi capiterà di incrociare questa trilogia mi ricorderò sicuramente delle tue appassionate parole. Anche perché so casa significa quando non vuoi abbandonare i personaggi di un libro.
    Io dopo un mese, ancora mi costruisco dialoghi mentali con i protagonisti della serie The Boss. E devo costantemente resistere alla tentazione di andarmi a rileggere pochetto pochetto qualche passaggio.

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    1. Non sai quanto ti capisco! Penny di "Tentare di non amarti" è un'altra presenza fissa ^^

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