giovedì 10 marzo 2016

Recensione: "Non c'è niente che fa male così" di Amabile Giusti

Buonasera paginette ^^
Non so se capita anche a voi, ma in questo periodo mi sento particolarmente giù, forse sarà colpa della pioggia che continua a cadere e io, in quest'atmosfera così "leggera" ho il colpo di genio! Che leggo!? Un romanzo che all'ultima pagina mi ha lasciato così...


Il colpevole? "Non c'è niente che fa male così" di Amabile Giusti.

"Non c'è niente che fa male così"
di Amabile Giusti
Pagine 231 Editore La Tartaruga

Sinossi 
Lei è Caterina, una giovane donna che all’età di sei anni ha visto infrangersi la propria infanzia. La persona più importante della sua vita l’ha abbandonata in modo violento, e per lei non ci sono più stati giochi, risate, gocce di profumo al mughetto dietro le orecchie e caramelle alla menta che frizzano sul palato. Le è rimasta un’immensa ferita nascosta destinata a sanguinare per sempre.
Undici anni dopo, Caterina non ha amici, è più matura della sua età, è troppo matura per la sua età. È strana, complicata, i compagni di scuola la osservano con compassione e sospetto, come guarderebbero una creatura sospesa tra un usignolo ferito e un angelo caduto. Ha un pessimo rapporto anche coi suoi genitori: con una madre anaffettiva, austera, che la colpevolizza sempre e un padre riservato e assente.
Poi, un giorno, inaspettatamente, come se il destino avesse deciso di rimescolare le carte, Caterina scopre il motivo di quel tragico evento lontano. In un diario ritrovato, legge una storia di cui non sapeva nulla, una rivelazione che alimenta in lei un viscerale desiderio di vendetta.
Lui è Marco, ha trentasei anni ed è un uomo deluso dalla vita. Si incontrano in una libreria, apparentemente per caso, ed entrambi si rendono subito conto che fra loro c’è qualcosa di profondo: un’affinità, un’amicizia, o perfino di più? Come gestire un legame che travalica le previsioni e la prudenza e diventa sempre più importante?
Una storia incalzante, tra presente e passato, che parla di vite spezzate, segreti inconfessabili ed esseri umani imperfetti, mediocri, fragili e crudeli. Ma anche di amore: un amore inatteso, odioso e sublime, carnale e purissimo.
“Eccolo, il suo diario.
Più piccolo di un quaderno, ma spesso. La copertina di raso lilla. Il lucchetto. Polvere dappertutto, ruggine nelle parti metalliche, graffi sul disegno all’angolo, sul viso di una dama dell’Ottocento che scrive sotto la luce rotonda di un lume a petrolio.
Non è difficile scardinare anche quella chiusura, non è affatto difficile per una che si sente addosso quella strana forza, quel coraggio, quella voglia irruente di sapere tutto ciò che c’è da sapere dopo anni in cui ha fatto il possibile per non saperlo. La minuscola serratura ossidata salta, rintocca a terra e si ferma in mezzo alla polvere.
Allora, Caterina legge.
Col cuore in bocca, legge.
Niente di ciò che succede, succede invano.”

Recensione 
Caterina, studentessa di 17 anni ha una storia con Marco, avvocato quasi quarantenne, sposato con Giada e con una figlia, Irma. E’ una ragazza particolare Caterina, taciturna, solitaria, a malapena si lascia andare alle emozioni che ormai ha chiuso dentro di sé, dal giorno in cui, ancora bambina, il suo cuore si è spezzato a causa di una tragedia che le ha portato via la gioia di vivere e la felicità. Da quel giorno vive in un mondo tutto suo dove una certezza l’ha raggiunta, l’amore fa male E’ stato il gesto di sua sorella Loretta a farglielo capire. Lei che l’amava così tanto, che le voleva un bene dell’anima, l’ha abbandonata tragicamente quando aveva solo sei anni. E con quella convinzione Caterina cresce, diventando una ragazza bella, con un viso da ragazzina su un corpo da donna che lei nasconde sotto vestiti informi e che cerca la solitudine, non sopporta la gente e ora, davanti a quell’amore che prova per Marco, si sente in colpa, una colpa che nasce dalla consapevolezza che l’uomo è di un’altra, che forse non l’amerà mai e che alla fine si è lasciata intrappolare proprio come sua sorella da un sentimento nei confronti di un uomo che non avrebbe neanche dovuto guardare. Ma Marco forse la ama, nonostante quel sentimento glielo dimostri a sprazzi.
Marco è un uomo che per tutto il libro ho faticato a identificare, ma forse è proprio questo che è, un uomo senza identità, un uomo che fondamentalmente nella sua vita non ha mai avuto scelte.
Il caso, la vita, il destino, le persone che dicono di amarlo le hanno prese per lui, persino il suo amore per Caterina è qualcosa che lui non aveva previsto. Aveva sognato la sua vita in un modo, si ritrova a viverne una che gli sta troppo stretta e piena di sensi di colpa.
Che poi leggere un libro di Amabile Giusti per me non è mica facile. Con ancora Marcus e Penny del suo “Tentare di non amarti” nel cuore, mi sono dedicata a questo “Non c’è niente che fa male così” e credetemi, questo romanzo mantiene tutta la “premessa” del titolo.
Amabile Giusti di nuovo fa centro, ha preso i sentimenti più laceranti, struggenti, passionali e me li ha fatti provare pagina per pagina, facendomi sentire proprio come Marco e Caterina.
Non solo ha reso possibile tutto questo, ma con la sua incredibile capacità di realismo e sintesi, è riuscita a farmi entrare nei panni di ogni singolo personaggio di questo romanzo, sono stata una moglie che ama il proprio marito, una figlia distante, una madre provata, un padre spezzato e ho sofferto di tutto questo, con uno stile narrativo impeccabile che solo pochi scrittori hanno.
Una storia narrata con un abile intreccio tra passato e presente, che scorre in maniera impeccabile e che alla fine mi ha lasciata in lacrime ma con una convinzione: niente accade per caso. E' così che doveva andare perché credo fermamente che se una cosa è destino che accada, accade.
Nonostante le avversità, nonostante gli anni, nonostante tutto e tutti.


dal suo sofà
con i mano ancora il rotolo di Scottex
la vostra

4 commenti:

  1. Ho letto un solo libro di questa autrice, Tentare di non amarti e mi è piaciuto tantissimo. Ammetto che la differenza di età di questi due protagonisti mi fa un pò storcere il naso, perchè non mi piacciono le storie incentrate così. La tua recensione però è bella e forse gli darò una possibilità

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sulle prime la differenza d'età disturbava un po' anche me,ma leggendolo ho chiaramente capito che tra i due sicuramente quella più adulta è Caterina e questo compensa il tutto.

      Elimina
  2. Ciao! Ora che hai pubblicato la recensione devo dire che questo romanzo mi ispira ancora più di prima. Anche a me, però, disturba un po' la differenza di età, ma è anche vero che non ho mai letto romanzi di questo tipo. Chissà, magari leggendo non ne sentirò il peso.

    Volevo anche informarti che ti ho nominata per un link party qui, se ti fa piacere partecipare: http://piccolemacchiedinchiostro.blogspot.it/2016/03/festeggiamo-insieme-il-primo-anno-di.html?showComment=1457733255995#c7871827408170118575

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Posso assicurarti che la differenza alla fine non pesa anzi, crea un valore aggiunto. ;)
      Grazie dell'invito ^^

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...