domenica 8 maggio 2016

Private moments #06: Festa della mamma a modo mio

Buongiorno paginette ^^
Come tutti sapete, oggi è la "Festa della mamma"!
Sarà che io sono sempre stata un po' strana, sarà che sono andata sempre un po' contro, sarà che nella vita mi sono sempre rifiutata di dedicare un giorno all'anno a qualcuno, quasi come se quel giorno fosse una "concessione" del nostro tempo, ore rubate alla nostra esistenza, quasi un dono.
 
E' per questo che ho sempre fatto le cose a modo mio. Quindi niente Festa della donna, perchè per me non è qualcosa da festeggiare, è la ricorrenza di una tragedia. Niente Festa degli innamorati, ormai quasi uno spot commerciale. Niente Festa del papà e della mamma. Perché la mamma è lì, tutti i giorni della mia vita! E a modo mio la amo, nonostante le incomprensioni, nonostante i litigi, nonostante io non sia la figlia perfetta e nonostante il fatto che anche lei - proprio come me - non sia la madre modello. Perché nonostante tutto, so che mi ama e come lei nessuno mai mi amerà. Di un amore speciale, puro, incondizionato. E' per questo che oggi dedico una poesia a tutte quelle donne che, in quanto madri, soffrono tutti i giorni dell'anno, per quell'amore incondizionato che donano senza mai chiedere nulla in cambio. La dedico a tutte quelle donne che sono figlie, madri e "madri di madri", a quella metà del cielo che dona la vita senza mai dar cenno di cedimento. 


 - MADRE - 


 Madre che aspetti che ‘n giorno ritorno,
vorresti placa’ er buio che hai ‘ntorno,
vedemme torna’ senza ‘ste rogne.
Senza più fango. Senza menzogne.

 Madre che insegui sogni sereni…
De lacrime amare l’occhi ripieni…
Te vedo abbattuta. Sei affaticata.
Scusa se spesso t’ho trascurata.

Madre che vòi vedecce felici,
tra i buffi, le rate e ‘sti sacrifici.
C’hai reso la vita tutta ‘n discesa.
È stata ‘n impresa. Mai te sei arresa.

Madre che hai fatto du’ vorte da mamma,
semo riuniti ‘ntorno a ‘sta fiamma…
È debole e presto se spegnerà.
Nonna, te prego, nun ce lascia’.

Madre che hai perso ormai la parola,
madre perdono, t’ho lasciata sola.
Tu penserai – Nun lo vedrò più.
Ma io te proteggo. T’aspetto quassù.

Madre che voli e lasci ‘sto monno
torna da me, armeno ner sonno.
Famme senti’ ancora ‘n bambino.
C’ho freddo, te prego… stamme vicino.
 
Inumi Laconico [Poeti der Trullo] 
 

 

Questa poesia è stata scritta da un componente dei Poeti der Trullo , poeti nati per caso, poeti metropolitani, poeti di strada, poeti di quartiere, poeti che con le loro parole, lasciate a caso nella città di Roma, sono diventati un caso letterario.
Mi spiace se qualcuno di voi non capirà alcune parole (anche se non credo si possa presentare questo problema).
Quindi care paginette, buona Festa della Mamma a chi la festeggia e buona giornata a chi - come me - pensa che le madri siano donne, l'altra metà di un cielo... tutto da ammirare.
 
dal suo sofà
la vostra
 
 


 

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