martedì 16 agosto 2016

Recensione in anteprima: "Dark Blue" Captive Series #1 di CJ Roberts

Buongiorno paginette ^^

Indovinate un po' chi è che ha passato quasi tutto Ferragosto con una borsa del ghiaccio in testa? Io!
Mentre facevo i piatti uno sportello ha deciso di planare in modo armonioso sulla mia testa... DOLOREEEEE! ç.ç
E' in momenti come questi che rimapiango di non avere una cucina svedese anzichè artigianale... >.<
BTW! Come gentile omaggio della ditta, ho un bel bernoccolo nuovo!
Lasciando da parte i miei dolori e ringraziando la Newton Compton Editori per questa opportunità, credo sia ora di parlare della mia ultima lettura. ;)



Titolo: DARK BLUE
Autore: CJ Roberts
Serie: Captive Series, #1
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Erotico, Dark contemporary romance
Pagine: 205
Data di pubblicazione: 17 agosto 2017
Sinossi 

Caleb è un uomo con un unico obiettivo: la vendetta. Rapito da ragazzino e venduto come schiavo da un mafioso affamato di potere, da allora non ha mai pensato ad altro che a vendicarsi. Per dodici anni ha esplorato il mondo degli schiavi del piacere alla ricerca dell’uomo che ritiene responsabile del suo tremendo passato. Finalmente riesce a trovare l’artefice della sua sofferenza: ha una nuova identità, ma la stessa natura di un tempo. Per avvicinarsi abbastanza da colpirlo, Caleb deve trasformarsi in ciò che più odia e rapire una bellissima ragazza perché sia la vittima che lui stesso è stato.
Olivia Ruiz ha diciotto anni e si è appena svegliata in uno strano posto. Bendata e legata, ad accoglierla c’è soltanto una calma voce maschile. Si chiama Caleb, ma vuole essere chiamato Padrone. Olivia è giovane, bellissima, ingenua e testarda. Possiede una sensualità oscura che non riesce a nascondere. Pur essendo terrorizzata dall’uomo forte, sadico e arrogante che la tiene prigioniera, l’irresistibile attrazione che prova per lui la tiene sveglia nel buio.






La vendetta è un sentimento che ha dinamiche molto contorte. A volte scaturisce da qualcosa che ci è successo, a volte lo si prova anche per qualcosa che non riguarda noi direttamente ma che ha colpito qualcuno che ci è vicino, a cui siamo in qualche modo legati e particolarità di questo sentimento è la sua capacità di insinuarsi nell’animo umano a volte fin quasi a diventare una ragione di vita. Ed è proprio questo quello che è successo a Caleb, il protagonista di "Dark Blue" (Captive in the Dark) di CJ Roberts. Rapito e cresciuto in un bordello come schiavo sessuale, deve al pakistano Rafiq la sua libertà e il suo status di uomo libero e da quel momento la sua devozione nei confronti del suo salvatore è totale, i suoi obiettivi, diventano i suoi, la vendetta dell'uomo diventa una questione personale. Caleb sa cos’è la riconoscenza e se c’è una cosa che desidera più di ogni altra è aiutare l’uomo a farsi giustizia contro Vladek Rostrovich.
A volte però, per raggiungere questo scopo, si deve diventare ciò che non si è mai stati e toccare abissi che mai ci si sarebbe aspettati di sondare. Ed è proprio questo l’annoso compito di Caleb, toccare il fondo. L’ultimo passo da compiere per arrivare all’atto finale è qualcosa che persino lui giudica “troppo”, rapire una ragazza americana e farne un schiava sessuale, farla diventare quello che lui è stato.
Sarà questa la sorte di Livvie e dal giorno del suo rapimento tra i due si instaurerà un rapporto a dir poco morboso e contorto. Caleb sa bene l’importanza che la ragazza ha per la riuscita del piano ma fin dal primo incontro di sguardi, l’uomo ingaggerà con se stesso una lotta contro quell’attrazione e il senso di colpa che, con il passare dei giorni, cresceranno sempre di più in lui, così come crescerà il senso di appartenenza che prova nei confronti di lei. Come se non bastasse, ad unirlo alla ragazza, c’è un chiaro sentimento che li unisce, uno status, quello di sopravvissuti. Anche Livvie è abituata a sopravvivere, proprio come lo era lui e sa bene che nulla potrà piegarla, nonostante le pesanti umiliazioni, nonostante le torture che Caleb le infligge e tutto questo farà riemergere in lui qualcosa che credeva di aver dimenticato: la compassione. Livvie, dal suo canto, fatica non poco a capire quell’uomo che l’ha rapita e rinchiusa in una stanza e che un attimo la cura e la tratta come se fosse l’essere più prezioso e delicato del mondo e un secondo dopo la maltratta neanche fosse l’ultimo scarto della Terra. Ma nonostante le brutalità che Caleb le riserva, non può fare a meno di essere attratta dall’uomo che è l’artefice delle sue sofferenze fisiche e mentali, forse perché è l’unico che in tutta la sua vita, le ha dimostrato di tenere a lei in modo sincero, prestandole attenzioni e accudendola.

Devo dire che questo di CJ Roberts è un romanzo che dal punto di vista emotivo dona molto ma pretende altrettanto. Bisogna avere la mente libera da ogni pregiudizio ed esser pronti ad affrontare scene dure, a volte al limite della crudeltà, soprattutto nella fase iniziale. Più di una volta - viste le dinamiche - ho faticato a trovare una connessione con uno dei due protagonisti, nonostante i POV alternati. Certe scene sono davvero difficili da “digerire”, al limite della sopportazione ma verso il finale, tutto il mio “odio” nei confronti di Caleb si è trasformato in curiosità e il fascino ha avuto la meglio, la voglia di voler conoscere l’anima di quest’uomo che si nasconde dietro un’apparente stato di freddezza e distacco emotivo. C’è un’unica nota dolente in tutto ciò, purtroppo (o forse per fortuna) credo che molto si sia perso nella traduzione, nonostante questo rimane un bel romanzo, scritto bene e con una trama che indubbiamente affascina e tiene sempre viva l’attenzione.
Mi sento di consigliarlo? Dipende da quanto si è capaci di “sopportare”, non mi stancherò mai di dirlo. E’ un libro difficile da “concepire” così come è difficile da leggere per le varie situazioni che propone. Se vi piace il genere, così come piace a me, lo troverete sicuramente bello (nonostante tutto) e rimarrete in spasmodica attesa del secondo volume, se non vi piace, sapete già cosa fare.


dal suo sofà
la vostra

10 commenti:

  1. Non penso sia il mio genere Ophelie ma davvero complimenti per la recensione ❤️

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    1. Ciao Eli, grazie! È molto difficile come genere ^^

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  2. Complimentissimi per la recensione, credo proprio che me lo leggerò :) :) :)

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    1. Grazie Ele! ^^
      Reggiti forte se decidi di farlo! ;)

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  3. Anche io ho appena finito di leggerlo, ma pubblicherò la recensione a Settembre, per il momento stop! ^__^
    Penso ci siano parecchie pecche nella traduzione ed è un bel problema aspettare il seguito, e poi chissà quando! Stavo addirittura pensando di leggerlo in lingua, soprattutto perchè ci sono altri due volumi, tra cui l'ultimo dedicato proprio a lui, che m'intriga smaniosamente.
    A me è piaciuto davvero molto! ;-)

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    1. Ciao Antonietta ;)
      È un peccato per la traduzione perché si perdono molte cose. Mamma quanto mi incuriosisce Caleb! ^^

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  4. Ho letto molti pareri positivi su questo romanzo, ma come già qualcuno ha detto, non credo sia il mio genere. Mai dire mai però, leggendo recensioni ho sempre più voglia di cominciarlo xD

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    1. E' difficile da leggere se non è il tuo genere, molte situazioni non sono certo facili da gestire e concepire.
      Provaci ma avvicinati con cautela... neanche fosse una bomba! Ahahahaha XD

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